Stralci critici

" Rimane comunque un fatto di cultura e almeno dal 1965 che la Gandin passa da una verifica all'altra alla ricerca di una struttura radicalmente nuova e continua a proporre nuove possibilità di comunicazione. D'altronde la Gandin non ha mai dato una definizione dello spazio. Specificatamente, quanto ai contenuti della sua pittura, Gandin è l'artista irrequieta, l'artista che si stanca di un modello, di un cliché, come Picasso, come Klee. In questo senso la sua produzione è difficilmente racchiudibile in una formula."

Angelo Dragone (Stampa Sera)

" I rapporti dell'artista con il tempo, con lo spazio, il suo essere in un certo modo nel mondo, trovano la possibilità di trascendere ponendosi in un rapporto con altri uomini solo attraverso il colore che viene ad essere nella sua decantata purezza un esaltante mezzo di comunicazione."
Luigi Carluccio (Gazzetta del popolo)

" L'artista in tutti questi anni ha cavato dalla realtà, attraverso passaggi successivi, quanto vi era di sovrabbondante. S'è trattato insomma di un lungo cammino verso una struggente essenzialità che negli ultimi dipinti è pervenuta ad un lirismo evocativo, nel quale ognuno di noi può trovare qualcosa di se stesso, le sue fantasticherie, i suoi sogni e ciò che conta , le sue certezze."
Prof. Tempestini (Critico d'arte Europeo)

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