PresentazioneArtist's profile

a cura di Filippo Marchiori

ROBERTA GANDIN

Nata a Venezia, frequenta l’Istituto Artistico veneziano Ai Carmini. Trasferitasi a Torino si iscrive al Liceo Artistico e successivamente all’accademia Albertina, dove viene seguita con particolare interesse dal Prof. Sandro Cherchi. Tornata a Venezia raffina ulteriormente la sua tecnica all’Accademia delle Belle Arti. Lo scultore Alberto Viani, che negli anni ’60 dirige e insegna all’Accademia veneziana, osserva con interesse lo stile della Gandin, tanto da farle conoscere ambienti più “concreti” nel mondo dell’arte, facendola così diventare protagonista nonostante la sua giovane età.

Le prime mostre avvengono a Torino dove ottengono subito critiche favorevoli dalla stampa.

Soggiornando per brevi periodi a Roma, Roberta Gandin ha la possibilità di conoscere e confrontarsi con altri artisti, tra i quali personalità di spicco come Giorgio De Chirico, il quale le dedica un’inedita opera che ancora conserva gelosamente.

Dopo aver esposto nelle sale del Teatro Carignano e Piccolo Teatro, La Gandin vuole presentare le sue opere inserendole in un contesto inedito realizzato con una scenografia teatrale. La relativa mostra personale viene realizzata nella chiesa sconsacrata di “S.Maria delle Grazie” (Padova, 1983) sede di un teatro d’avanguardia. L’artista riesce così a rendere diversi e intensi i colori della sua pittura grazie all’atmosfera fantasiosa che si sprigiona in questo ambiente. Un’idea artistica vincente, con la visione dei quadri accompagnata ed esaltata da uno sfondo musicale dal vivo ( Zazuki Sasaki, violino – spalla d’orchestra teatro La Fenice di Venezia e Mario Folena, flauto - Solisti Veneti). La mostra è stata presentata dal critico d’arte Sandro Marini, giornalista de Il Resto del Carlino.

La Gandin è solita arricchire le sue esposizioni personali con la combinazione tra diverse forme d’arte: la pittura con il teatro, la scultura, la poesia o la musica, realizzando così il desiderio di far vivere allo spettatore delle emozioni sempre più intense.

La carriera della pittrice accumula numerosi successi, con oltre cento mostre tra manifestazioni collettive e importanti esposizioni personali in Italia e all’estero. Le sue tele viaggiano dall’Europa agli Stati Uniti, dall’Africa all’America Latina. Un passaggio rilevante per la sua carriera è l’invito, rivoltole nel 1988, di esporre le sue opere al palazzo UNESCO a Parigi. La mostra è stata presentata da Dolores Mirò, figlia del celebre artista Joan Mirò.

A Scandicci, in occasione di una manifestazione al centro arti visive Modigliani, Roberta Gandin incontra Mario Luzi, noto poeta purtroppo scomparso. Si incontrano nuovamente due diverse forme d’arte. Mario Luzi dedica una sua poesia, “Notre-Dame la paure femme”, ad un’opera esposta della Gandin “Color musica”.

La mostra antologica di Roberta Gandin è stata organizzata nelle stanze padronali di una meravigliosa Villa Veneta (Fondazione Villa Breda - Padova, 1999). L’osservatore, nelle 70 opere esposte, può vedere l’evoluzione artistica della pittrice veneziana: la capacità di passare dal figurativo all’astratto tornando poi ad un figurativo informale. Sono state esposte anche alcune tra le rare sculture che sono state da lei realizzate, come nudi in bronzo o composizioni informali in marmo. La musica dal vivo, (Paolo Muggia, chitarra - Conservatorio Pollini e Zazuki Sasaki, violino – 1° violinista Solisti Veneti), fa da “cornice” a questa splendida mostra. L’esposizione è stata presentata dal critico d’arte Giorgio Segato.

L’occasione di poter ammirare i quadri di Roberta Gandin non è certo rara e rimane l’unico modo per analizzare quello che l’artista ci vuole comunicare. Sta a noi percepire l’essenza di un’opera: i magnifici colori, la loro disposizione disordinatamente ordinata, l’energia dell’artista che traspira dalle tele e le sensazioni che proviamo osservando questo insieme di passioni.